

LUCA TONET:E’ stata una gara ricca di emozioni, molto faticosa ma grazie agli amici del Mercuryus ce l’ho fatta ad arrivare!!!
ADELCHI BOTTEGA:Gara bella, tempo ottimale e scelte azzeccate, brividi dai fans…..
ANDREA FERRARO:"... a parte le gambe che oggi sono di legno è stata una esperienza incredibile, la prima pate è stata molto dura non tanto fisicamente ma per una questione di testa, pensavo a quanta strada dovevo ancora fare. ma grazie a voi che ci avete sostenuto e alla voglia di farcela, beh sono arrivato. Dal col Visentin poi il poco di panorama che c'era era fantastico, l'entusiasmo di avercela quasi fatta mi ha dato una carica che non pensavo di avere, (ultimo km a 4:30 di media) e poi la soddisfazione più grande.... aver battuto Vanio che non ha avuto il coraggio di farla (grazie maestro)."
FRANZISKUS VENDRAME: E' difficile commentare un'esperienza simile a parole, perciò lo faccio con il mio personale referto medico post gara:diverse unghie dei piedi incazzate... nere ( da oggi ) tendinite del peroneo lungo sinistroginocchio sinistro dolente e gonfio come un meloneflessori dell'anca destra in evidente stato algo-disfunzionale. A parte le "sciocchezzuole", questa esperienza dimostra come sia facile raggiungere il lettino dell'analista per chiedergli "perché faccio queste cose, dottore? E' carenza d'affetto? eppure non sono andato a scuola dalle suore? o forse perché da piccolo avevo paura delle formiche?" Comunque un sincero grazie ai "mercuryani" che ci hanno sostenuto lungo il percorso: E' stato fondamentale.P.S. Il mio analista dice che i mercuryani non esistono, che sono allucinazioni, proiezioni oleografiche che il mio subconscio realizza quando i battiti cardiaci superano la soglia; boh? Alla prossima ( prossima?! come se questa non mi fosse bastata !)
DARIO ZANIN: Nonostante il fatto di aver fatto gli ultimi 4 km (in discesa) in 1 ora e15', il cui rappresenta un tempo di 2"25 per fare un metro (provate con il cronometro vedrete che è quasi impossibile senza mettere la funzione"replay") questa giornata è stata veramente meravigliosa e carica di emozioni. E questo lo dobbiamo tutti noi non soltanto all'organizzazione che è stata secondo me straordinaria (bastava vedere quei poveri uomini vestitidi giallo fermi li in mezzo alla nebbia e al freddo) ma anche e sopratutto al sostegno di tutto un gruppo che per me è stato come 1000 ristori ad ogni presenza. Sono ripartito dal Pian delle Femmene come nuovo e non penso che sia solo perché mi sono fermato a mangiare ma anche perché la forza di un gruppo è più stimolante di qualsiasi vitamina (e la famosa "vitamina G"). Della corsa che dire ? E' stato un peccato non vedere le nostre meravigliose campagne per colpa della nebbia, ma comunque il percorso era bello lo stesso, e anche se non li vedevo immaginavo sempre sotto di me i paesaggi che conosco bene. Spettacolari i passaggi alla Malga Mariech e al Col Visentin, i due punti più alti, con questa nebbia fitta a tal punto che con Mauro ci siamo persi in un prato sotto il Visentin, con momenti di quasi panico degni di un film (dialogo:Mauro:"Dario,o,o,o,o, dovesei,i,i,i,i,"Dario:"sono qui,i,i,i,i" poi Dario:"ho visto un segnale lasu,u,u,u,u," il tutto seguito da una risalita di un prato con una pendenzadel 70/80%.Mi fermo qui perché potrei parlare di questa corsa per giorni interi senza fermarmi. Però non posso finire senza complimentare tutti perché ragazzi, c'è l'abbiamo sta maglietta di finisher !!"
LUCIANO GALLINA: incredibile è stata GSM domenica scorsa. Tutti abbiamo usato gambe e fiato: chiper cavalcare le ns bellissime prealpi a piedi, chi per incitare, incoraggiarecoloro che si sono lanciati in quell'avventura nata quasi per gioco.
Questa domenica si è svolto il 3° Triathlon Città di Caorle. Prima attesissima prova che mi ha visto debuttare in questa affascinante disciplina, che racchiude i segreti di tre diversi sport da eseguire in quest ‘ordine , nuoto-bici-corsa.
Benchè soleggiata, la giornata non si è presentata delle migliori per questo tipo di competizioni. Infatti un forte "vento di mare" ha reso tutto più difficile.
Il mare mosso, la corrente marina contro e l’acqua a temperatura di 14 °C hanno caratterizzato la prima sessione, quella del nuto, rendendola particolarmente dura.
La sabbia e il fango sono stati gli elementi di disturbo della seconda sessione, quella in bici. Se correre a piedi sulla spiaggia è faticoso....correrci con la Mountain Bike lo è ancor di più!
L’ultima sessione, quella della corsa, la pensavo una passeggiata. 5 Km per chi è abituato a correre non sono un grosso problema.
Di allenamento con il Mercuryus ne ho fato parecchio>...mi dicevo, mentre prepparavo mentalmente le fasi della gara.
Bene, proprio nella corsa ho dato il peggio di me. Ho coperto la distanza in 29 minuti e sono stato superato da parecchia gente. Le gambe non giravano e i "nonni" del Triathlon mi avevano avvisato. Il passaggio dalla bici alla corsa a piedi è letale, si lavora con muscoli differenti. Cambiare al volo il movimento da una disciplina all’altra da sensazioni, non piacevoli, difficili da spiegare.
Comunque sono arrivato fino in fondo, anche perchè il mio motto è "barcollo ma non mollo"!
Spero un giorno che i colori del Mercuryus possano risaltare anche nel Triathlon.