5.8.08

RACCONTO DELLA CAMIGNADA 2008

RACCONTO BY MIRCO DONADEL...............

Per la prima volta mi accingo a scrivere sul blog e per me è un grande piacere perchè significa che entro a far parte ufficialmente di questo gruppo affiatato e coinvolgente.
Perché la Camignada? Boh..forse perché nell’ultimo mese ho avuto più sventure con la bici ed allora ho deciso di anticipare la stagione podistica, quindi, visto che era uno degli appuntamenti di cartello mi sono unito anche se la preparazione era quasi assente e le botte prese tante…. o forse solo per poter scrivere sul blog .
Arrivo sabato pomeriggio a Misurina dove ad aspettarmi c’è il presidentissimo Morandin mentre tutti i suoi adepti sono in camera in fase di meditazione.
Con Lui vado a fare un tè break e poi torniamo in hotel per vedere se i ragazzi sono ancora in trance pre gara. Tutti assieme andiamo ad Auronzo a prendere i pettorali ed a trovarci con il resto del Team. La sera grande abbuffata alla fattoria Bombassei e poi a letto assieme a Moranda e Regini che prepara la cartucciera con le bombe per il giorno seguente.
La notte passa abbastanza tranquilla e si sta bene; quando ci svegliamo io prendo subito possesso del Wc per la prima di una serie di sedute.. colazione e poi di nuovo in camera per gli ultimi preparativi e naturalmente giro in bagno.. incredibile.
Ci troviamo alla partenza e via , vedo subito Danilo che parte esterno per tagliare fuori un po’ di gente ma non mi unisco perché 30 km a piedi non li ho mai fatti e voglio andare via regolare controllando le pulsazioni. Inizia lo sterrato e vedo che la botta alla schiena si sente poco ed ho solo un po’ di dolore al polpaccio sx, continuo con il mio passo e appena vedo dei tratti letteralmente "da scalare" accelero per vedere che effetto mi fa.
Sul piano dopo l’Auronzo rimango tranquillo sennò rischio di dovermi fermare ma poi ci sono ancora tratti rocciosi e allora su, poi qualche discesa tecnica e vedo che mi piace, saltello di qua e di la e guadagno qualche posizione (non è male sta corsa in montagna ). Cerco di mangiare qualcosa ma per quanto stia tranquillo non riesco che a spingere giù un terzo di barretta a fatica ma mi fermo ad ogni ristoro per bere il più possibile.
Ecco il tratto di salita prima dell’ultimo rifugio del quale il mattino Luca Tonet mi aveva parlato, ripidissimo, bisogna camminare e la mia camminata è veloce rispetto a quelli che mi stanno davanti, questo mi carica ma penso anche che poi ci sarà sta discesa e questo per me fa rima con problemi perché temo per le mie botte e dolori vari che non mi sono spariti.
Ultimo ristoro e poi giù come i missili, supero qualcuno e poi a mia volta mi supera una ragazza che vedo alquanto spigliata, decido di starle dietro, va giù bene e anch’io ho la sensazione di avere un buon passo ma man mano che si scende i dolori sulla parte sx aumentano, inizio a rallentare per diminuire le sollecitazioni e la ragazza se ne va , dopo un po’ sento un rumore dietro come se lo yeti si stesse facendo largo tra la vegetazione: è un gruppo di 4-5 elementi che scende giù a tutta , li lascio passare e io continuo a guardare il gps :"ma non dovrebbe essere finita? Ma quanto manca?" nel frattempo incrocio un pazzo che viene su in salita dice a tutti la posizione e quanto manca alla fine della discesa solo che usa una inconsueta unità di misura " manca un quarto d’ora" e nella mia testa mi chiedo cosa stia a significare. Boh.. mi prende una voglia di bere pazzesca.. ci sono altri ristori prima della fine? … a scanso di equivoci mi fermo a bere su un ruscelletto…fredda si ma buonissima…. Mi giro e vedo Danilo.."grande".. mi dice che è caduto vicino ad un rifugio ma che è riuscito a limitare i danni… mi faccio passare, non voglio intralciarlo e lui mi dice di non mollare.. figurati se mollo.. sarà passato sto quarto d’ora? .. con Danilo che fa strada vedo che il sentiero si allarga e vedo più gente.. buon segno .. ma il dolore è forte… toh.. un ristoro.. meno male..adesso ci sarà la piana.. Danilo allunga..io cerco solo di non fermarmi..non posso deludere il Vice Fabio che oggi non c’è..vedo che il cuore sta cercando di sopperire al dolore fisico, mantengo i battiti .. fin che la barca va… vedo qualcuno che soffre più di me..e la ragazza con la quale ho fatto un po’ di discesa ferma che si tocca sul fegato.. gli dico di tenere duro… e lo dico anche a me stesso..vengo superato da tanti..Non vedo più Danilo..ha aperto il gas… mi fanno attraversare un ponte....sò che l’arrivo è dalla parte opposta e quindi dovrebbe essercene un altro ma ancora non vedo niente.. la mia velocità cala sempre più.. ma quanto manca?chiedo e un personaggio mi dice un km.. peccato che 100 mt dopo il cartello segni meno 2… inizio a fare il count down della distanza .. ah.. si.. ecco la scorgo il ponte in lontananza.. c’è un altro strappo.. e meno male che era piana....uno si arrampica con le mani.. pazzesco.. corricchio e in cima trovo le mogli di due ragazzi che mi incitano..grazie.. ancora 200mt.. è fatta.. all’arrivo trovo un Danilo euforico che mi accoglie alla grande…. Mi fermo..non riesco a camminare (e chissà per quanti giorni sarà così).. ma sono arrivato.. e non mi sono fatto male.. è già un buon risultato..grazie a tutti i ragazzi , e ragazze…è stata dura ma ne è valsa la pena..

4.8.08

CAMIGNADA 2008 REPORTAGE

Davvero molto suggestiva è stata la CAMIGNADA 2008.
Ben 18 del ns mitico gruppo hanno partecipato a questa corsa tra le dolomiti!!! Paesaggi davvero emozionanti e da mozzafiato (come ha messaggiato il ns GUIDO ROBERTO) tra maestosi massi e profondi ghiaioni.La giornata è iniziata per tutti molto presto tra quelli che alloggiavano ad AURONZO, a MISURINA, in campeggio con il camper e chi arrivava direttamente dalla calda pianura.
La mattina si presentava un po’ umida e fresca ma molto limpida. Il SORAPIS che si specchiava sul calmo lago di Misurina, dava un tocco spettacolare alla giornata!!Prima della partenza una ressa tra timbratura e consegna sacche…però alle 8 tutti pronti. Solite battute solite risate…e poco riscaldamento!! Direzione le TRE CIME di LAVAREDO. Emozionante e molto colorato il cordone di tutti gli atleti che salivano lungo il percorso, in una cornice di nuvole con il sole pronto a venir fuori, l’aria fresca, i colori estivi, le voci delle persone…mitico!!!Questi dislivelli non così eccessivi permettevano di rifiatare un po’ e di godersi un po’ tutto il panorama e l’atmosfera.Scollinare la cima coppi P.SSO FISCALINO 2.528 mt è stata davvero dura.
Lo stretto sentiero ai piedi di un ghiaione non dava molte possibilità se non quella di guardare in alto e sperare di arrivare velocemente. Una volta sopra si vedevano questi immense rocce sovrastare tutto il paesaggio, gli atleti piccolissimi come un serpentone di formiche arrampicarsi sulla ghiaia!!! Leggera discesa e due ristori: rifugio PIAN DI CENGIA e il COMICI due casette arroccate sulle cime delle montagna!! E poi l'ultima forcella. 15/20 minuti di sofferenza in salita; dopo un passo dietro l’altro, tanta pazienza e concentrazione ed…eccoci arrivati a questa nuova sommità!!!
Discesa al rifugio CARDUCCI, ristoro e poi…discesa!!! 1500mt di dislivello in quasi 10 km. Tutto molto bello, discesa molto tecnica e dura tra ghiaia, sassi, sentieri battuti, radici!!!E alla fine 5Km di pista ciclabile pianeggiante!!L’arrivo al lago ha dato entusiasmo a tutti!!Appassionante e combattuta la sfida per il primato della specialissima classifica del G.S.Mercuryus.
Alla fine l’ha spuntata il veterano Danilo De Conti che non molla mai e negli ultimi 6km ha rimontato una scatenatissimo Mirco Donadel che a causa di un allenamento non ancora adeguato e di una caduta in bici due settimane fa, ha affrontato la discesa con molto dolore e stanchezza ed alla fine ha dovuto rallentare. Comunque a nostro avviso sono stati tutti "Grandissimi" perché cimentarsi in queste gare in montagna non è per nulla semplice in quanto si mette a dura prova il fisico e la mente che bisogna sempre tenere concentrata per non incappare in rovinose e dolorose cadute.
Un cenno molto particolare vogliamo farlo ai nostri tre specialisti del Nordic Walking (Stefano Martini,Franziskus Vendrame e Claudio Lovat) che ancora una volta hanno fatto segnare dei tempi a dir poco straordinari! Ed anche alle ns due donne Ilaria e Valeria (con un nuovo soprannome le sorelle GIRALBA) sempre tenaci e pronte quando si tratta di fare fatica (vero??). Un ringraziamento lo rivolgiamo a tutti gli accompagnatori che contribuiscono alla forza di questo magnifico e allegro gruppo!!!

CLASSIFICA G.S.MERCURYUS

DE CONTI DANILO 3.18.09
DONADEL MIRCO 3.19.51
TONET LUCA 3.36.17
ZANIN ALBERTO 3.40.14
MICHELE RIVABEN 3.52.37
MARTINI STEFANO 3.54.11
VENDRAME FRANZISCUS 4.08.10
BOTTEGA ADELCHI 4.15.59
CIRILLO FABRIZIO 4.21.07
GUIDO ROBERTO 4.25.45
BOLZAN ANDREA4.43.01
REGINI MARCO 4.46.50
DE LUCA MATTEO 5.02.51
ULIAN VALERIA 5.02.55
ULIAN ILARIA 5.02.58
MORANDIN LUCIANO 5.03.00
LOVAT CLAUDIO 5.14.11
MAZZOLO EMANUELE 6.19.10
KOVAR SHARON N.P.








3.8.08

CAMIGNADA 2008 RESOCONTO


A breve un resoconto della Camignada 2008 affrontato dal G.S.Mercuryus con una quindicina di atleti.

Come di consuetudine pubblicheremo foto, classifiche e commenti dei protagonisti.

2.8.08

RACCONTI DELLA TRANSCIVETTA 7

Racconto della Transcivetta
BY DARIO ZANIN-ROBERTO GUIDO

DARIO ZANIN
La mia transcivetta inizia sabato sera, prima salita quando alle nove e mezza,con ben mezz'ora di ritardo, arriva Adelchi che mi dice: "sali su in macchinache dobbiamo portare dei petti di pollo al Ristorante "qua se magna ben" il miocervello calcolo in un attimo che le mie probabilità di sonno erano di un colposolo scese a poco più di 4-5 ore.L'amico Fabio Ceol ci ospitò non tanto distante da Alleghe, ed é con lui con cisiamo spostati verso la partenza. Dopo alcuni scherzi con il vice top runner con il suo pettorale n.2, abbiamoiniziato a salire senza fermarsi un attimo.La nostra prima vittima é Alberto Zanin, poi lanciato da Luca in avantiper preparare il terreno e riuscì a riprendere anche Vanio, che sembrava ingiornata; La copia dell'anno scorso si era riformata naturalmente e viaggiavaalla grande ! Però il passato é passato e dopo aver salutato Vanio mi fermo ad aspettare ilmio partner per aiutarlo moralmente nelle salite più difficili. Luca é statograndissimo, lo vedevo in difficoltà , ma era sempre li, a poche decine dimetri, ed al Tissi arriva poco dopo di me; Dopo un pò di stratching, mi disse che era ok ed allora io li disse: "passa davanti per la discesa". Neanche il tempo di finire ed era già 100 metri più¹ in basso! Li, ho capito che potevamo andare sotto le 3 ore.Devo dire che ho trovato un tipo pazzo come me in discesa e negli ultimi km, siamo stati in simbiosi totale, ci buttavamo in mezzo ai sassi come se ci fosse stato dietro di noi “Visco” che ci chiedeva di pagare le tasse!L'arrivo é bello, bellissimo, mi dispiace per Vanio che abbiamo sorpassatonell'ultimo km, ha vissuto quello che ho vissuto io l'anno scorso, facendo io untempo di 3 ore e 2min, quando avevo aspettato Vanio almeno 10’ al Tissi. Gli ultimi ricordi di questa gara sono la doccia ghiacciata e l'arrivo moltoemozionante di Valeria, vi garantisco che mi ha commosso il suo crollo dopol'arrivo e la sua incredibile volontà ; Ne avessi io soltanto la metà
Buone ferie a tutti !!
Dario

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ROBERTO GUIDO
Pettorale 121 in coppia con Adelchi… e penso il mio compagno è un personaggio importante se i suoi genitori hanno deciso di mettergli il nome del principe Longobardo figlio di Re Desiderio, dev’essere per forza un grande… e devo a lui, veterano, un ringraziamento particolare per questa bella esperienza vissuta insieme.
Mi sono iscritto tempo fa, ma solo pronunciare “Transcivetta” mi dava da pensare…la montagna per me, abituato agli abissi, è una sconosciuta della quale avere anche un po’ timore mah…tempo per valutare e digerire questa scelta ce n’era e non me ne sono preoccupato prima del tempo…una scelta presa anche un po’ per scherzo.
Sabato nel primo pomeriggio Manu e io arriviamo ad Alleghe e troviamo subito Luciano,che ci saluta con il suo bel sorriso rassicurante, Ilaria, Valeria e Matteo. Dopo le solite formalità, giro del paese e giro del lago, io sono a testa in su per scrutare quel “Civetta” che mi guarda e sembra dirmi: “Domani vedrai di cosa sono capace!” Decidiamo di farci uno strudel di mele con un bel caffè e poi ci sdraiamo al sole sulla panchina fronte lago e ci godiamo la meravigliosa giornata. La sera ci si ritrova tutti insieme all’arrivo per mangiare allo “Scoiattolo”… con Andrea decidiamo di perlustrare la zona arrivo… ci guardiamo… silenzio… ognuno con i suoi pensieri. Anche per Andrea come per me è la prima volta e i dubbi ci sono… ma restano dentro.
Cena, giro del paese per smaltire un po’ la succulenta cena…poi nanna…. Sveglia alle 6,45. Scendo per la colazione… si cerca di sdrammatizzare con qualche battuta, ma ognuno di noi ha i suoi pensieri… poi ci si avvia in piazza ad attendere l’autobus…. Attesa che un po’ snerva… vedo il baffo Stefano, che con questa occasione ho avuto modo di conoscere meglio, un po’ agitato e mi chiedo… lui è uno abituato… cerco di non pensarci, guardo Manu che mi scruta nella speranza di vedere il solito Roby calmo e tranquillo: non so se ci sono riuscito a rassicurarla… la bacio…salgo in autobus…si parte!
La strada che ci separa dalla zona della partenza sembra interminabile, ma ecco che finalmente dopo la galleria compaiono le prime sagome degli atleti che si raggruppano e si incamminano lungo il sentiero. Si scende e già si respira un’aria pregna di tensione e di sguardi che sembrano interrogare e cercare la risposta che si troverà solo dentro se stessi a coronare la preparazione a cui ci siamo dedicati. Cerco il mio compagno Adelchi ma non lo vedo e dopo le rituali foto di gruppo mi incammino verso la zona di punzonatura dove Adelchi mi attendeva. Eseguiamo la punzonatura e siamo pronti ad iniziare l’avventura portandoci vicino a Fabio e Daniele. Alle nove viene dato il via ed un fiume variopinto di atleti si inerpica lungo il sentiero che inaugura la corsa; interrogo Adelchi sullo sviluppo del percorso e ascolto le sue indicazioni: qui possiamo correre, ecco adesso rallentiamo per recuperare perché poi…. e ancora via carichi di entusiasmo.
La salita è dura ed io sto provando ad aiutarmi con i bastoncini, vedo che funziona, si va su insieme e, quando il fiato lo consente, ci si scambia le impressioni del momento e si dialoga un po’ di questo ed un po’ di quello tanto per allontanare la fatica ed il pensiero al dopo. Dopo il rifugio Vazzoler, lungo un tratto nel sottobosco veniamo raggiunti dalla coppia Matteo ed Ilaria molto concentrati e determinati. Ci accodiamo a loro e cerchiamo di mantenere la compagnia unita: quattro Mercuryus sono meglio di due. Ed ora via di corsa verso il Tissi che, visto dalla discesa che stiamo attraversando sembra solo un punto sopra la cresta della montagna: “ Ed io dovrei arrivare fin lassù?”. Questo pensiero, in quel momento simile a quello di molti altri, mi scoraggia e mi abbatte moralmente ma, ormai siamo in ballo e balliamo, quindi su attraverso un sentiero piuttosto ripido e stretto. Mi volto per avere la conferma del mio compagno che sia tutto a posto e vedo un Matteo che scalpita ed incita la “processione” a muoversi, quindi lo vedo spostarsi a zig zag sfruttando gli spazi del terreno. Siamo arrivati in cima e vedo il rifugio avvolto in una nebbia quasi fiabesca, ancora pochi passi, scusate salti, ed ho in mano un panino al salame ed un bicchiere d’acqua, ne avevo proprio bisogno. Adelchi mangia qualcosa frettolosamente, si disseta, e poi mi dice:” io riparto e vado avanti piano poi mi raggiungi”. Alla faccia del piano, da lontano mi sembra di vedere un capriolo da come affronta la discesa ed in poco tempo lo perdo di vista. Con me rimangono sia Matteo che Ilaria ed insieme scendiamo. Riesco a raggiungere il mio compagno solo dopo un po’ lungo la salita pietrosa che funge da palco per una moltitudine di persone in attesa di vedere qualche parente od amico oppure per testimoniare all’evento che si sta svolgendo.
Mi metto in posa per la foto e via in compagnia verso il rifugio Coldai. Il tratto che sto attraversando mi piace ed osservo curioso il panorama per me nuovo ed insolito e, quando arrivo in prossimità del laghetto, vengo distratto dalle grida di incitamento di una coppia di amici con il figlioletto, nonché colleghi di lavoro e podisti consolidati, che mi ricaricano. Una piacevole e gradita sorpresa. Adesso arriviamo insieme al Coldai ea approfittiamo del ristoro. Dissetato, Adelchi mi dice che preferisce ripartire piano ed andare avanti. Col cavolo che lo lascio andare via solo, “altrimenti non lo prendo più” penso io, ed infatti comincia a guadagnare terreno sulla discesa che affronto inizialmente in modo prudente ma che via via comincia ad essermi sempre più docile. Guadagno terreno e raggiungo Adelchi superando in un attimo di follia suicida Andrea e Fabio che si stupiscono della mia pazzia.
Ormai manca poco ed incrocio lungo il percorso la Nicoletta che ci immortala verso la fine del nostro gesto atletico; vediamo ora sul fondovalle anche la struttura che ci accoglierà all’arrivo e questo ci sprona a stringere i denti ed a spingere le gambe verso il traguardo .
Siamo vicini, lo vediamo lì poco distante, però vediamo anche una figura familiare che corre verso di noi, e chi poteva essere? Il presidente non pago della fatica, anzi sorridente che risale il percorso.
Finalmente in fondo, scorgo lo striscione con la civetta gigante dell’arrivo, mi sento bene, e sono molto contento della mia prestazione e con il mio compagno alzo le braccia dimostrando alla folla assiepata all’arrivo, tutta la mia felicità e la soddisfazione che provo (io sono molto restìo nel dimostrare le emozioni… Manu lo sa bene!). Mi giro guardo Adelchi e vedo che anche lui è soddisfatto, e subito mi raggiungono le grida scomposte della mia fan numero “1” e corro subito a baciarla… lei mi guarda, capisce che sto bene e che sono tutto intero, e il suo viso si distende.
Un ringraziamento a tutte le persone che mi hanno seguito ed incoraggiato, a Massimo e Barbara che hanno approfittato della giornata anche per fare una bella gita in montagna, al gruppo Mercuryus che è sempre molto affiatato, e questo è molto importante, ed alla mia fan n° 1 la Manu che ha la pazienza di seguirmi ed aspettarmi nelle mie scorribande.
Ciao Roberto Guido